BY SAMUEL COLOMBO
L’Italia è il Paese più bello del mondo.
Non per una singola ragione.
Non per una classifica.
E forse neppure perché possiede sempre “il meglio assoluto” in ogni categoria.
Ma perché esistono pochissimi luoghi al mondo capaci di contenere così tante forme diverse di bellezza tutte insieme.
L’Italia è questo.
Un Paese dove il mare incontra la montagna.
Dove i laghi sembrano dipinti.
Dove le città non sono soltanto città, ma memoria viva.
Dove la storia non si studia soltanto nei libri, ma si respira camminando.
Forse è proprio questa la sua forza.
L’Italia non vince perché ha una sola bellezza dominante.
Vince perché riesce a stare incredibilmente in alto in quasi tutte le categorie della bellezza umana.
Mare.
Montagne.
Laghi.
Arte.
Cinema.
Moda.
Cucina.
Vino.
Motori.
Romanticismo.
Storia.
Spiritualità.
Estate.
Eleganza.
Vita.
È come se, in qualche modo, questo Paese fosse riuscito a raccogliere tutto.
Roma, da sola, basterebbe quasi a spiegare una parte dell’Italia.
Perché Roma non è semplicemente una città.
Roma è un’epoca.
È il Colosseo.
È l’Impero Romano.
È la sensazione di camminare dentro qualcosa che ha attraversato i secoli senza perdere il proprio peso simbolico.
Come altri popoli hanno avuto i loro grandi imperi, anche l’Italia ha avuto il suo.
E ancora oggi il mondo continua a esserne affascinato.
Film, documentari, libri, colossal.
Persino uno dei film più iconici degli ultimi decenni, Il Gladiatore, ha riportato al centro proprio l’immaginario di Roma antica.
Ma Roma è anche altro.
È la Fontana di Trevi illuminata nella notte.
È il rumore dell’acqua nel silenzio.
È la Vespa che attraversa le strade al tramonto.
È il cinema di Fellini.
È “La Dolce Vita”.
È quella capacità tutta italiana di trasformare la bellezza in atmosfera.
E poi Venezia.
Forse una delle città più romantiche mai esistite.
Le gondole.
I riflessi sull’acqua.
Le maschere del Carnevale.
Le calli strette.
La sensazione costante di trovarsi dentro un sogno sospeso fuori dal tempo.
Quando il mondo pensa al romanticismo, Venezia è inevitabilmente una delle prime immagini che emergono nella memoria collettiva.
Poi c’è Verona.
Romeo e Giulietta.
Il balcone più famoso della letteratura mondiale.
La città dell’amore trasformata in simbolo universale.
E ancora Firenze.
Il Rinascimento.
La famiglia Medici.
Lorenzo il Magnifico.
L’arte che diventa identità culturale.
La bellezza elevata quasi a missione.
Perché l’Italia, in fondo, è sempre stata questo:
una civiltà che ha fatto della bellezza qualcosa di profondamente umano.
Non soltanto lusso.
Non soltanto estetica.
Ma cultura.
Visione.
Armonia.
E forse è anche per questo che il cinema italiano ha lasciato un segno così profondo nel mondo.
Federico Fellini.
Vittorio De Sica.
Luchino Visconti.
Marcello Mastroianni.
Sophia Loren.
Nomi che non appartengono soltanto alla storia italiana, ma alla storia del cinema mondiale.
Sophia Loren è diventata una leggenda internazionale.
Marcello Mastroianni il simbolo di un’eleganza maschile irripetibile.
E ancora oggi attori come Giancarlo Giannini continuano a essere celebrati a Hollywood.
Perché l’Italia non ha esportato soltanto film.
Ha esportato immaginario.
Lo stesso immaginario che si ritrova nei suoi paesaggi.
Perché in pochi Paesi al mondo si può passare, nel giro di poche ore, dalle Dolomiti al mare.
Le Dolomiti sembrano quasi irreali.
Cortina d’Ampezzo è diventata da decenni un simbolo internazionale dell’inverno italiano, dell’eleganza alpina, dello sci, della neve, della luce sulle montagne.
Poi ci sono i laghi.
Il Lago di Como.
Il Lago Maggiore.
Il Lago di Garda.
Il Lago d’Iseo.
Luoghi che sembrano costruiti per rallentare il tempo.
Bellagio.
Varenna.
Cernobbio.
Stresa.
Sirmione.
Limone sul Garda.
Monte Isola.
Paesi sospesi tra acqua, silenzio e luce.
Luoghi dove il viaggio diventa esperienza emotiva prima ancora che turistica.
E poi arriva l’estate italiana.
La Costiera Amalfitana.
Positano.
Sorrento.
Capri.
Luoghi diventati simboli mondiali della Dolce Vita.
Le terrazze sul mare.
I limoni.
Le barche.
Le camicie aperte dal sole.
Il rumore dei bicchieri nelle sere d’estate.
E ancora la Sardegna, la Sicilia, le Cinque Terre, la Calabria, la Puglia.
Spiagge e isole che attirano persone da tutto il mondo.
L’Italia ha vulcani attivi come l’Etna, il Vesuvio e Stromboli.
Ha scogliere, colline, vigneti, borghi, baie nascoste, isole minuscole e città costruite sul mare.
Ha praticamente tutto.
Ed è impossibile parlare dell’Italia senza parlare della cucina.
Perché qui il cibo non è soltanto cibo.
È identità.
Ogni regione cambia sapori, tradizioni, profumi.
La pizza napoletana.
La pasta romana.
Il pesto genovese.
La fiorentina toscana.
Il risotto alla milanese.
La polenta del nord.
I cannoli siciliani.
Il babà napoletano.
E poi il vino.
Chianti.
Barolo.
Barbera.
Brunello di Montalcino.
Franciacorta.
Valdobbiadene.
Lambrusco.
L’Italia non ha semplicemente costruito una cucina famosa.
Ha costruito un rituale dello stare insieme.
Pranzi lunghi.
Piazze vive.
Trattorie piene di voci.
Caffè bevuti lentamente.
Famiglie sedute attorno allo stesso tavolo.
Ed è forse anche questo che il mondo continua a cercare quando sogna l’Italia.
Non soltanto i monumenti.
Ma un modo di vivere.
Lo stesso vale per la moda e i motori.
Milano è diventata una delle capitali mondiali dello stile.
Armani.
Valentino.
Gucci.
Prada.
Mentre Ferrari e Lamborghini sono entrate nell’immaginario collettivo globale come simboli di velocità, design ed eccellenza italiana.
Anche lo sport ha contribuito a rendere l’Italia riconoscibile nel mondo.
Valentino Rossi nel motociclismo.
La Ferrari in Formula 1.
I grandi campioni del calcio italiano.
Totti.
Del Piero.
Maldini.
Pirlo.
Nesta.
Vieri.
Volti che hanno attraversato generazioni intere.
E poi ci sono quei luoghi che sembrano raccontare da soli la capacità italiana di rinascere.
Matera, per esempio.
Una città antichissima, scavata nella pietra, che per anni è stata simbolo di povertà e abbandono, fino a trasformarsi in uno dei luoghi più affascinanti e riconosciuti del mondo.
Forse è anche questo l’Italia.
La capacità di trasformare il passato in bellezza.
Per questo l’Italia viene chiamata da secoli “Il Bel Paese”.
Perché qui la bellezza non si trova soltanto nei grandi monumenti.
Si trova nelle piazze.
Nei tramonti.
Nel rumore delle posate in una trattoria.
Nel profumo del caffè.
Nelle persiane aperte d’estate.
Nel suono delle campane.
Nella luce che colpisce i muri di Roma al tramonto.
L’Italia non è perfetta.
Non lo è mai stata.
Ma pochi luoghi al mondo sono riusciti a trasformare la bellezza in una forma di vita.
Ed è forse per questo che, da secoli, il mondo continua a guardarla con gli stessi occhi con cui si guarda qualcosa che non si riesce davvero a sostituire.
La verità è che sarebbe impossibile racchiudere l’Italia in un solo articolo.
Perché poi bisognerebbe parlare anche di Dante, Michelangelo, Leonardo da Vinci.
Dei grandi teatri. Della lirica. Di Verdi, Bocelli, Pavarotti.
Della Scala di Milano.
Dei grandi navigatori, degli inventori, gli architetti.
Di Cristoforo Colombo. Guglielmo Marconi. Enrico Fermi. Renzo Piano.
Di Pisa. Siena. Portofino. Taormina.
Dei borghi dimenticati.
Delle colline toscane nella nebbia.
Delle piccole chiese di provincia.
Dei mercati del sud.
Delle estati italiane che sembrano non voler finire mai.
E forse è proprio questo il punto:
che l’Italia, non finisce mai davvero.







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